Sedute

La seduta si compone di quattro fasi:

  • Il colloquio iniziale
  • La pre-trance
  • L’induzione alla trance
  • L’uscita dalla trance e la chiusura della seduta.

 

Premessa

Per la riuscita di una seduta di ipnosi regressive alle vite precedenti, è molto più importante una buona relazione cliente-ipnologo che l’utilizzo di una tecnica particolare. Altrettanto fondamentale è la collaborazione del cliente.

 

Il colloquio iniziale

Prima di iniziare la pre-trance e poi l’induzione alla trance, se il cliente è alla sua prima esperienza, è bene correggere eventuali credenze o idee errate sull’ipnosi.

L’ipnosi cosa NON è:

  • Non è sonno
  • Non è perdita di coscienza
  • Non è perdita di controllo
  • Non è amnesia al termine dell’esperienza
  • Non è fare cose che non si vogliono fare di nostra spontanea volontà
  • Non è essere controllati dall’ipnologo o comunque dagli altri.

L’ipnosi, anche quella profonda, non va mai oltre l’etica della persona , non va mai oltre ciò che la persona ritiene giusto per se.

Le credenze o le idee errate sull’ipnosi possono manifestarsi sotto forma di emotività (paura) o come curiosità (domande).

Nel colloquio iniziale della prima seduta l’ipnologo  può fare una breve lezione per rassicurare il cliente spiegandogli  diverse cose tra cui il fenomeno della comune trance quotidiana.

L’ipnologo tranquillizza  il cliente riguardo ciò che accadrà  durante  l’esperienza ipnotica e specialmente scioglie eventuali dubbi, ansie e paure solitamente riguardanti le seguenti possibili domande.

Durante l’ipnosi mi addormento e/o perda la coscienza?

No, nell’ipnosi, diversamente dal sonno , cè la consapevolezza di tutto.

L’ipnosi e il sonno sono stati di coscienza differenti, infatti l’Elettro-Encefalo-Gramma di una persona in trance ipnotica corrisponde a quello di una persona sveglia in stato di rilassamento.

 

Bisogna raggiungere uno stato di trance molto profonda per avere risultati?

No, uno stato di trance molto profonda con perdita di coscienza, come dice Brian Weiss, non offre necessariamente una migliore qualità di ipnosi; anzi un “io osservatore” evita destrutturazioni: l’io osservatore, che è consapevole di tutto ciò che accade, consente di reintegrare la persona in qualsiasi momento.

 

La mia volontà viene annullata dall’ipnosi?

No, l’ipnosi funziona solo se cè il consenso e la collaborazione  della persona, o meglio, l’assenso dell’inconscio della persona.

Un soggetto può infatti essere coscientemente refrattario alla trance , ma se il suo inconscio è disponibile si avrà l’ipnosi e viceversa. Il controllo dell’intera esperienza è sempre nella volontà della persona che sceglie di farsi ipnotizzare.

 

Posso fare cose strane in stato di trance?

No, le cose strane si vedono solo nell’ipnosi da palcoscenico che viene usata per dare spettacolo e divertire il pubblico.

 

Posso restare bloccato nella trance?

No, è impossibile. Il soggetto, dal momento che è lui e non l’ipnologo a gestire la trance, ha la facoltà di svegliarsi quando lo vuole. Se non lo fa è perché trova piacevole e beneficio restare in trance  e quindi non desidera uscirne, sarà allora l’ipnologo a favorire il risveglio.

 

Posso diventare dipendente dall’ipnosi?

No, non esiste dipendenza dallo stato ipnotico.

 

Posso rilevare i miei segreti?

No, la trance non funziona come la macchina della verità. Durante l’ipnosi una persona  è capace  di mentire  e di tacere se lo ritiene necessario.

 

L’ipnosi funziona solo sui creduloni e sulle menti deboli?

No, il contrario , i migliori soggetti per l’ipnosi sono le persone intelligenti perché hanno capacità  di immaginazione  e di concentrazione.

 

Durante l’ipnosi posso essere indotto a compiere azioni criminali o comunque illegali?

No, in ipnosi una persona  si comporta come in stato di veglia mantenendo inalterati i suoi principi etici e morali, la personalità rimane la stessa.

 

E se in ipnosi emergono chissà quali cose su di me?

Spesso le persone scelgono l’ipnosi per conoscersi meglio. La mente possiede naturalmente dei sistemi di difesa che, nonostante  un ipotetica intenzione di eliminarli (cosa del tutto estranea all’ipnologo professionista), svolgono il proprio compito. Se si ha un rilascio emotivo è solo perché la mente si sente al sicuro per cui esperienze represse hanno la possibilità di liberarsi.

Esperienze di smascheramento si manifestano solo quando ci sono forze per gestirle e dei vantaggi da conseguire; si hanno dunque spontaneamente e non  sono forzatura.

 

L’ipnosi funziona solo se ci credo?

No, anche chi è scettico può sperimentare l’ipnosi e in questo caso l’esperienza sarà ancora più sorprendente perché priva di aspettative. Tuttavia chi non offre alcuna forma di collaborazione  ha scarse probabilità di entrare in trance  e in questo caso l’ipnologo farà in modo di aggirare le sue resistenze.

 

L’ipnosi funziona sempre con tutti?

No, non sempre.

Il 20% circa delle persone possono essere refrattarie all’ipnosi. Si tratta di due categorie di persone.

  • Quelle che lo sono solo momentaneamente per motivi di tensione e di stress e quindi non riescono a rilassarsi adeguatamente;
  • Quelle che lo sono invece stabilmente per ragioni caratteriali perché hanno delle strutture psicologiche di grande controllo.

La refrattarietà alla trance ipnotica  va stabilita in tempi brevi per evitare perdite di tempo e sprechi di denaro alla persona.