Cosa succede durante la seduta di ipnosi regressiva

La seduta inizia con un gradevole rilassamento che ti porta ad uno stato di coscienza ed entri piacevolmente nel tuo mondo interiore. Sposti la tua attenzione dall’esterno all’interno ed entri in un’altra dimensione di te sperimentando un profondo stato di benessere.

E’ il piacere di momenti di “non-pensiero”, è la percezione di una realtà senza l’interposizione di diaframmi interpretativi: dove non cè giudizio  cè solo una dimensione “senza tempo”.

Affini le tue capacità mnemoniche, sensoriali ed emotive  e in un’ atmosfera di graduale liberazione dalle tensioni e dai blocchi la tua mente profonda finalmente può schiudersi rivelandoti i misteri e le meraviglie del tuo “passato più remoto”.

Una seduta di ipnosi regressiva alle vite precedenti dura circa un ora e mezza.

Una seduta al mese.

Gli effetti della seduta continueranno ancora positivamente per diversi giorni facendo affluire, alla tua mente, ricordi, idee e consapevolezza e al tuo corpo nuove sensazioni; durante le notti successive alla seduta e possibile che tu faccia alcuni sogni particolarmente significativi per te.

Tra una seduta e l’altra terrai un diario dei tuoi sogni psichici o precognitivi e potrai fare degli esercizi di consapevolezza e di auto- osservazione.

E’ possibile fare anche una sola seduta.

Per un tema specifico sono necessarie solo quelle sedute che risolvono il problema : potrebbe bastare quindi anche una sola seduta. Si consigliano però sedute più sedute, l’ideale è un ciclo di nove, una al mese per nove mesi per beneficiare energeticamente del periodo dei nove mesi che favorisce l “gestazione” e la  “rinascita” di una nuova  consapevolezza  in questa vita.

Importante: dato che trance è utilizzata solo come induzione e non come terapia, la seduta non ha e non può avere alcuna finalità clinica, diagnostica o terapeutica e pertanto questa non può e non intende in alcun modo sostituirsi all’operato del medico.

  1. Prima della seduta ci sarà una telefonata formale per  chiedere alcune informazioni personali.
  2.  Le informazioni richieste in fase di colloquio telefonico sono: sei una persona che vuoi controllare tutto? Hai perso una persona cara negli ultimi 3 mesi? Assumi psicofarmaci? Fai uso di sostanze stupefacenti? Sei stressato? Queste sono le condizioni che la seduta non può  essere svolta perchè non si  riuscirebbe a regredire  per il subconscio turbato da questi eventi. Inoltre per non  sprecare  denaro  e delusione.
  3.  Dopo il colloquio telefonico  positivo, avremo stabilito insieme l’appuntamento, in fase di seduta ci sarà un test conoscitivo e formativo.
  4. Le sedute possono effettuarsi anche al proprio domicilio, con un costo maggiore in base alla distanza.

SEDUTE

La seduta si compone di quattro fasi:

  • Il colloquio iniziale
  • La pre-trance
  • L’induzione alla trance
  • L’uscita dalla trance e la chiusura della seduta.

Premessa
Per la riuscita di una seduta di ipnosi regressive alle vite precedenti, è molto più importante una buona relazione cliente-ipnologo che l’utilizzo di una tecnica particolare. Altrettanto fondamentale è la collaborazione del cliente.

Il colloquio iniziale
Prima di iniziare la pre-trance e poi l’induzione alla trance, se il cliente è alla sua prima esperienza, è bene correggere eventuali credenze o idee errate sull’ipnosi.

L’ipnosi cosa NON è:

  • Non è sonno
  • Non è perdita di coscienza
  • Non è perdita di controllo
  • Non è amnesia al termine dell’esperienza
  • Non è fare cose che non si vogliono fare di nostra spontanea volontà
  • Non è essere controllati dall’ipnologo o comunque dagli altri.

L’ipnosi, anche quella profonda, non va mai oltre l’etica della persona , non va mai oltre ciò che la persona ritiene giusto per se.

Le credenze o le idee errate sull’ipnosi possono manifestarsi sotto forma di emotività (paura) o come curiosità (domande).

Nel colloquio iniziale della prima seduta l’ipnologo  può fare una breve lezione per rassicurare il cliente spiegandogli  diverse cose tra cui il fenomeno della comune trance quotidiana.

L’ipnologo tranquillizza  il cliente riguardo ciò che accadrà  durante  l’esperienza ipnotica e specialmente scioglie eventuali dubbi, ansie e paure solitamente riguardanti le seguenti possibili domande.

No, nell’ipnosi, diversamente dal sonno , cè la consapevolezza di tutto. L’ipnosi e il sonno sono stati di coscienza differenti, infatti l’Elettro-Encefalo-Gramma di una persona in trance ipnotica corrisponde a quello di una persona sveglia in stato di rilassamento.

No, uno stato di trance molto profonda con perdita di coscienza, come dice Brian Weiss, non offre necessariamente una migliore qualità di ipnosi; anzi un “io osservatore” evita destrutturazioni: l’io osservatore, che è consapevole di tutto ciò che accade, consente di reintegrare la persona in qualsiasi momento.

No, l’ipnosi funziona solo se cè il consenso e la collaborazione  della persona, o meglio, l’assenso dell’inconscio della persona. Un soggetto può infatti essere coscientemente refrattario alla trance , ma se il suo inconscio è disponibile si avrà l’ipnosi e viceversa. Il controllo dell’intera esperienza è sempre nella volontà della persona che sceglie di farsi ipnotizzare.

No, le cose strane si vedono solo nell’ipnosi da palcoscenico che viene usata per dare spettacolo e divertire il pubblico.

No, è impossibile. Il soggetto, dal momento che è lui e non l’ipnologo a gestire la trance, ha la facoltà di svegliarsi quando lo vuole. Se non lo fa è perché trova piacevole e beneficio restare in trance  e quindi non desidera uscirne, sarà allora l’ipnologo a favorire il risveglio.

No, non esiste dipendenza dallo stato ipnotico.

No, la trance non funziona come la macchina della verità. Durante l’ipnosi una persona  è capace  di mentire  e di tacere se lo ritiene necessario.

No, il contrario , i migliori soggetti per l’ipnosi sono le persone intelligenti perché hanno capacità  di immaginazione  e di concentrazione.

No, in ipnosi una persona  si comporta come in stato di veglia mantenendo inalterati i suoi principi etici e morali, la personalità rimane la stessa.

Spesso le persone scelgono l’ipnosi per conoscersi meglio. La mente possiede naturalmente dei sistemi di difesa che, nonostante  un ipotetica intenzione di eliminarli (cosa del tutto estranea all’ipnologo professionista), svolgono il proprio compito. Se si ha un rilascio emotivo è solo perché la mente si sente al sicuro per cui esperienze represse hanno la possibilità di liberarsi.

Esperienze di smascheramento si manifestano solo quando ci sono forze per gestirle e dei vantaggi da conseguire; si hanno dunque spontaneamente e non  sono forzatura.

No, anche chi è scettico può sperimentare l’ipnosi e in questo caso l’esperienza sarà ancora più sorprendente perché priva di aspettative. Tuttavia chi non offre alcuna forma di collaborazione  ha scarse probabilità di entrare in trance  e in questo caso l’ipnologo farà in modo di aggirare le sue resistenze.

No, non sempre.

Il 20% circa delle persone possono essere refrattarie all’ipnosi. Si tratta di due categorie di persone.

  • Quelle che lo sono solo momentaneamente per motivi di tensione e di stress e quindi non riescono a rilassarsi adeguatamente;
  • Quelle che lo sono invece stabilmente per ragioni caratteriali perché hanno delle strutture psicologiche di grande controllo.

La refrattarietà alla trance ipnotica  va stabilita in tempi brevi per evitare perdite di tempo e sprechi di denaro alla persona.